Il Caffè Letterario: Dino Buzzati, La boutique del mistero, 14 maggio 2024

La classe 3D della Scuola secondaria di I grado, si è resa protagonista di un approfondimento multidisciplinare sulla figura e l’opera di Dino Buzzati.

 

Il Caffè Letterario: Dino Buzzati, La boutique del mistero
Nel secolo dei Lumi gli intellettuali erano soliti riunirsi in luoghi dove consumare la pregiata bevanda del caffè ed insieme discutere dei più svariati argomenti. Ispirati da questa tradizione, la classe 3D si è resa protagonista di un approfondimento multidisciplinare sulla figura e l’opera di Dino Buzzati. Una figura di intellettuale molto complessa ed articolata che si interessò di letteratura, di pittura e anche di musica. Sono stati letti ed analizzati alcuni racconti tratti dalla raccolta La boutique del mistero. I testi affrontano i temi cari allo scrittore: l’angoscia, la sconfitta e la morte; il sogno e il ricordo; il tempo inafferrabile.
I ragazzi hanno potuto sperimentare attraverso la scrittura fantastica dello scrittore la portata magica e misterica delle parole anche quelle più comuni. Nel momento in cui vengono meno i normali punti di riferimento, la fiducia nelle leggi naturali scompare e quello che resta è l’assurdo, il mistero dietro la normalità: il treno che corre verso il suo inesorabile, terribile destino che non si riesce a fermare e tiene chiusi le donne e gli uomini che non hanno la forza di arrestarlo o la ragazza che si precipita verso una festa che non potrà raggiungere o il mantello che copre la ferita del soldato e che tradisce l’attesa inutile di una madre.
Inoltre sono state riprodotte due opere pittoriche di Buzzati utilizzando esclusivamente materiali di riciclo. In particolare “Le anime perse” e “Il cagnone”, scelte dai ragazzi perché esse comunicano, attraverso il linguaggio visivo, le tematiche affrontate dall’autore nei suoi testi. Per l’occasione è stato messo in piedi un vero e proprio laboratorio sostenibile in classe per sottolineare l’importanza del riciclo e del riutilizzo di materiale di scarto che ha portato alla ricerca e alla selezione di carta, cartone e cartoncini, per scoprirne le tante possibilità, per cercare bellezza dove non si è abituati a trovarla e ironia della sorte a costo zero! Arrivando alla conclusione che lo scarto, l’imperfetto, sia portatore di bellezza, capace di sollecitare riflessioni, proporsi come risorsa educativa, sfuggendo così alla definizione di inutile e di rifiuto. Un percorso di sperimentazione che ha portato alla conoscenza del materiale, modificando il suo destino di inutile rifiuto per diventare invece opera d’arte

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